Il piccolo libro che ha aperto il cielo

Nel gennaio 1610 Galileo Galilei, professore di matematica a Padova, puntò il suo telescopio verso Giove. Dal 7 al 15 gennaio osservò quattro piccoli punti di luce muoversi intorno al pianeta.
Nel marzo 1610 pubblicò a Venezia ciò che aveva visto, in un breve libro intitolato Sidereus Nuncius, di solito tradotto come Avviso sidereo. La superficie della Luna era rugosa, con montagne e valli. La Via Lattea non era «nient’altro che un ammasso di innumerevoli stelle». E Giove aveva quattro lune, che chiamò Stelle Medicee in onore del suo mecenate, Cosimo II de’ Medici.
La prima edizione, 550 copie stampate a Venezia sotto il nome di Tommaso Baglioni, andò esaurita poco dopo l’uscita. Quello stesso anno Zacharias Palthenius stampò a Francoforte una seconda edizione, non autorizzata, più economica e di formato più piccolo. Il frontespizio mostrato qui viene da quell’edizione: «Prostat Francof. in Paltheniano», in vendita a Francoforte presso Palthenius.
Il libro aprì la strada al ritorno di Galileo in Toscana: Cosimo II lo nominò suo matematico e filosofo.
Sull’opera
- Realizzata da
- Galileo Galilei (1564–1642)
- Data
- 1610
- Tecnica
- Libro a stampa; frontespizio dell’edizione in piccolo formato stampata a Francoforte
- Collezione
- Wellcome Collection, London
Fonti
- Sidereus nuncius Wellcome Collection
- Three bright Galilean stars: three copies of Sidereus Nuncius in Kansas City Linda Hall Library
- Scientist of the day: Galileo Galilei Linda Hall Library
- Stars in his eyes Library of Congress, Inside Adams blog
- Sidereus Nuncius (facsimile) Museo Galileo, Florence
- Galileo Galilei (biography) Museo Galileo, Florence
Storia successiva
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