Un manifesto per una danza fatta di luce

Loïe Fuller nacque in Illinois nel 1862, si trasferì a Parigi nel 1892 e divenne presto una stella delle Folies-Bergère. Danzava avvolta in sete ondeggianti, che agitava con bacchette cucite nelle maniche, sotto riflettori colorati rotanti, e brevettò apparecchi di illuminazione, filtri colorati in gelatina e sistemi di controllo scenico ideati da lei.
Per disegnare il suo manifesto per le Folies-Bergère scelse Jules Chéret, noto come il padre del manifesto. Chéret aveva fondato una propria stamperia litografica nel 1866 e disegnava sempre direttamente sulla pietra, anche dopo aver affidato la stampa ordinaria alla ditta Chaix nel 1881.
Questo manifesto risale al 1893. Fu stampato in quattro diverse combinazioni di colori, probabilmente, ipotizza il V&A, per dare un’idea delle sue quattro danze. Qui ruota su fondo nero, con la seta che sfuma dal giallo chiaro all’arancione.
Chéret disegnò più di mille manifesti nei primi vent’anni della sua stamperia. Il V&A afferma che con il suo lavoro i manifesti cominciarono a essere considerati una forma d’arte, e che spinse altri artisti, come Toulouse-Lautrec, a cimentarsi con questo mezzo.
Sull’opera
- Realizzata da
- Jules Chéret (1836–1932)
- Data
- 1893
- Tecnica
- Litografia a colori, stampata dall’Imprimerie Chaix, Parigi
- Collezione
- Paris Musées, Musée Carnavalet (AFF1121)
Fonti
- Folies-Bergère, La Loïe Fuller Paris Musées, Musée Carnavalet
- Folies-Bergère, La Loïe Fuller Victoria and Albert Museum
- Folies-Bergère, La Loïe Victoria and Albert Museum
- Saxoléine, pétrole de sûreté Victoria and Albert Museum
- Poster by Jules Chéret Victoria and Albert Museum
- Loie Fuller papers New York Public Library
- Loie Fuller University of Washington, Department of Dance
- Rhonda K. Garelick, Loïe Fuller and the Serpentine The Public Domain Review
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